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Irrigazione a goccia per aumentare la produzione

02-06-2022

Irrigare a goccia significa annaffiare i raccolti, con impianti moderni, portando l'acqua da tubi, canali, irrigatori o altri mezzi artificiali, piuttosto che fare affidamento solo sulla pioggia. L'irrigazione è una parte fondamentale dell'agricoltura e l’irrigazione a goccia, definita anche moderna, garantisce che le colture abbiano maggiori possibilità di crescita e di raccolta e minor consumo di acqua.

 

Irrigazione a goccia: ecco perché aumentano la produzione

Irrigare significa annaffiare i raccolti portando l'acqua da tubi, canali, irrigatori o altri mezzi artificiali, piuttosto che fare affidamento solo sulla pioggia.

I luoghi con precipitazioni scarse o stagionali non potrebbero sostenere l'agricoltura senza irrigazione a goccia. Nelle aree con precipitazioni irregolari, l'irrigazione migliora la crescita e la qualità delle colture. Consentendo agli agricoltori di coltivare i raccolti secondo un programma coerente. Inoltre, l'irrigazione garantisce forniture alimentari più affidabili.

Le colture vengono irrigate con diversi metodi:

• allagando un intero campo,

• incanalando l'acqua tra i filari di piante,

• spruzzando acqua attraverso grandi irrigatori,

• lasciando cadere l'acqua sulle piante attraverso i tubi.

L’ irrigazione a goccia o Drip Irrigation: cos’è e come funziona

L’irrigazione a goccia è un sistema inventato da Simcha Blass nel 1966 in Israele e adottato poi in tutto il mondo, permette di fare agricoltura in condizioni estreme e fornisce invece la giusta quantità di acqua e sostanze nutritive alle colture attraverso microfori nei tubi, ed è considerata uno dei più efficienti metodi di irrigazione perché concentra l'acqua sulle radici della pianta stessa. Altri metodi comportano invece uno spreco d’acqua che viene assorbita dal terreno dove non ci sono colture e inoltre l'acqua può anche evaporare quando viene spruzzata attraverso gli irrigatori.

Storia dell’irrigazione fino agli impianti moderni a goccia

Nel corso del ventesimo secolo, la quantità di terra irrigata nel mondo è raddoppiata. Si stima che circa il 18 percento dei terreni coltivati sia ora irrigato. Questa espansione si è verificata principalmente in Asia, Africa e Sud America. India, Cina e Stati Uniti hanno il maggior numero di ettari di terra irrigata. Anche gli ecosistemi desertici, come quelli in Israele per esempio, utilizzano varie tecniche di irrigazione con acque sotterranee provenienti da pozzi e falde acquifere o desalinizzando l'acqua del mare. In questi paesi viene utilizzata l'irrigazione a goccia per qualsiasi tipo di terreno, sistema che non richiede alta pressione per funzionare, rendendolo facile da applicare ovunque. Non solo, riduce anche l'impatto della siccità e del cambiamento climatico sulla produzione alimentare. In termini di efficienza, l'irrigazione a goccia ha un'efficienza del 95-100% quando si tratta di utilizzo dell'acqua, fenomenale rispetto ad altri metodi (come l'irrigazione a pioggia) che raggiungono al massimo l'85% di efficienza. Inoltre in Israele vengono progettati e fabbricati i principali prodotti per irrigazione come raccordi, ali gocciolanti, centraline, filtri ecc. Per aiutare a soddisfare la domanda mondiale di cibo, potrebbero essere necessari più terreni agricoli e più irrigazione. Molti esperti temono che l'uso crescente dell'irrigazione in alcune aree esaurirà le falde acquifere, riducendo la quantità di acqua dolce disponibile per bere e per l' igiene.

L'irrigazione in Italia: a che punto siamo e che sistemi vengono utilizzati

In Italia, paese europeo che fa maggiore ricorso all'irrigazione, ogni anno si utilizzano 20 miliardi di metri cubi d'acqua in agricoltura per la produzione di cibo. Da una comunicazione ANBI (Associazione nazionale consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue) emerge che l'agricoltura nella penisola, con 3.300.000 occupati, è un settore importante in quanto il valore della produzione agroalimentare è di circa 270 miliardi di euro, tra consumi interni ed export, e di cui l'85% è irriguo. Un settore fondamentale quindi per l'economia del paese che risente fortemente però della crisi idrica. Il 2022, ad esempio, è il settimo anno di secca per il Po nell’arco di appena due decenni. Il Nord Italia, infatti, è una delle aree del continente europeo dove gli effetti dei cambiamenti climatici sono più visibili. Sempre ANBI ricorda che la preoccupazione si sta allargano anche verso il Centro-Sud in Toscana. Dietro gli allarmi apocalittici emersi in questi ultimi mesi purtroppo manca la volontà di impostare una risposta unitaria ma emergono a livello locale delle soluzioni interessanti. EneaUniversità di Bologna ad esempio - in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua - ha presentato un prototipo altamente tecnologico in grado di depurare le acque reflue ed utilizzarle per irrigare e fertilizzare i campi coltivati. In Lombardia è stato presentato Irrigate, il progetto dell’Università Statale, che prevede sensori e paratoie intelligenti per l’irrigazione hi-tech così gli agricoltori potranno usare l'acqua in modo più efficiente. In Trentino, invece, il 100 per cento dell'irrigazione è sostenibile e tutti gli impianti sono a goccia, mentre nel resto del mondo sono utilizzati solo dall'8 per cento dagli agricoltori.

PLASSON e l’irrigazione: un know-how al servizio delle aziende

Proprio in merito all'irrigazione, PLASSON -grazie al suo storico know how- affianca le aziende agricole con i suoi raccordi a compressione specifici per l'agricoltura, il giardinaggio e l'irrigazione, come l'intramontabile Bianco&Nero e con le linee Ecofit e Irrifit (specifica per ali gocciolanti), sempre garantite da un' altissima qualità in termini di resistenza e durata. 

Le staffe PLASSON completano la gamma per irrigazione, prodotti facili e semplici da installare per qualunque impianto irriguo e per ottenere installazioni sicure a sostegno dell'ambiente e a prova di perdite e sprechi.

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